Confraternita di Sant'Antonio
Molfetta (Bari)
La Basilica del Santo: uno scrigno «rosa» da scoprire
di Lidia Povia
La Basilica di Sant'Antonio a Padova è indubbiamente uno dei luoghi sacri più visitati del mondo. Questo perché essa custodisce le spoglie di Antonio, il Santo più venerato al mondo. La presenza della tomba del Taumaturgo, fulcro della devozione antoniana, tende a offuscare l'inestimabile valore artistico della Basilica stessa.
In passato, soltanto agli uomini era concesso il privilegio di essere sepolti all'interno di una chiesa. Tuttavia, la Basilica ospita anche le spoglie mortali di alcune donne che si sono distinte per le loro eccezionali qualità personali o virtù. Nel 2017 a Padova, in occasione della Festa della Donna, si sono svolti dei tour guidati mirati alla conoscenza di queste figure femminili. Una di queste è Giacoma da Leonessa, moglie del condottiero Erasmo da Narni, meglio conosciuto come “Gattamelata”, la cui statua in bronzo, realizzata da Donatello, si erge nella piazza antistante la Basilica. A questa donna si deve proprio la presenza a livello artistico del grande Donatello a Padova. Giacoma da Leonessa, tumulata nella Cappella del Santissimo, nella prima metà del Quattrocento investì tutti i propri risparmi per far erigere in Basilica una cappella sepolcrale per suo marito e suo figlio. Con grande discrezione, richiese semplicemente un cielo dipinto, convinta che sarebbe stato sufficiente ad alleggerire “il peso del marmo”. In questa cappella verrà anche lei sepolta assieme ai suoi cari.
Altre due nobildonne, che si distinsero per la loro generosità, hanno trovato degna sepoltura “vicino” al Santo. Si tratta della senese Caterina de Franceschi, sepolta nella Cappella di san Giacomo, che alla sua morte lasciò tutti i suoi cospicui averi all'ospedale fiorentino di san Giovanni Battista e la vedova padovana Giustina Barison, deceduta a soli 38 anni, senza figli, che lasciò tutti i propri beni in eredità alla Veneranda Arca del Santo.
Non mancano anche figure femminili che si distinsero notevolmente in ambito culturale. Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, proveniente da una famiglia nobile, fu la prima donna al mondo a conseguire la laurea. È sepolta fisicamente nella vicina chiesa di santa Giustina ma in basilica è presente una lapide completa di busto marmoreo che ne celebra la memoria (vedi foto). Conosceva il greco, il latino e l'aramaico e si laureò alla facoltà di filosofia dell'Università patavina con due tesi su Aristotele.
Non molto lontano da questa lapide commemorativa, sotto il Chiostro della Magnolia, si trova la lastra funeraria dedicata a un'altra nobildonna di grande cultura: Bettina d'Andrea, figlia e moglie di due docenti di diritto canonico all'Ateneo di Bologna. Spesso sostituì padre e marito nelle lezioni, presentandosi con il viso coperto per non attirare le attenzioni degli studenti con la sua bellezza.
Antonio di Padova, tra i numerosi appellativi, è noto anche come il protettore delle donne vittime di violenza. Alcuni dei suoi miracoli raccontano proprio del Santo che protegge e salva alcune mogli dalla ferocia dei mariti violenti. Il femminicidio, purtroppo ancora attuale nella società contemporanea, ha testimonianze anche in Basilica dove sono sepolte due donne brutalmente uccise: la nobildonna Lucrezia Dondi dell'Orologio, sepolta assieme al marito, atrocemente assassinata nel 1654 da un amico del marito che si era invaghito di lei, e Bartolomea Scrovegni, moglie di Marsilio II dei Carrara e sorella del famosissimo Enrico Scrovegni, il banchiere padovano cui si deve la costruzione della celeberrima Cappella degli Scrovegni, affrescata da Giotto. È molto probabile che sia stata avvelenata dallo stesso marito, il quale aspirava a sposare un'altra donna.
Le donne sepolte nella Basilica, sebbene non abbiano avuto il privilegio di conoscere il Santo, hanno guadagnato un posto accanto a lui nel riposo eterno, ottenendo un riscatto sociale e culturale negato nel Medioevo. La loro presenza può arricchire l'esperienza dei visitatori, rendendo ancora più affascinante il viaggio nella spiritualità e nell'arte offerto dalla Basilica del Santo.
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