Il principio costitutivo della Sacra Rappresentazione è racchiuso nel messaggio indirizzato alla Confraternita di sant’Antonio da Padova dal padre spirituale don Sergio Vitulano in occasione della prima edizione (Quaresima 1993): «La Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo non è un dramma teatrale, non un concerto di musica,ma è un impegno di lavoro che la confraternita di Sant’Antonio ha programmato per vivere meglio la quaresima per spiritualizzare la settimana santa e per offrire alla città uno spunto di riflessione per meglio viverre la Santa Pasqua».
Il progetto confraternale, approvato dal priore Pasquale Pedinelli e dal CdA, si è avvalso anche della disponibilità di Felice Altomare, che ha scritto la sceneggiatura ispirandosi al Gesù di C.T. Dreyer. Il programma esecutivo è stato poi ratificato con delibera assembleare del 3 dicembre 1994.
Consolidato l’aspetto pastorale e formativo, elemento ormai imprescindibile per gli aderenti alla confraternita, la Sacra Rappresentazione è stata inserita tra le finalità confraternali nello statuto approvato dal vescovo mons. Donato Negro nell’anno 2000. Anche il regolamento interno della confraternita, approvato dal vescovo mons. Luigi Martella, ne ha sancito il principio fondamentale:
«La Sacra Rappresentazione si configura nei tratti salienti della Passione di Cristo. Il Vangelo costituisce l’amina e il fermento di tutta la Sacra Rappresentazione, che si pone nel cammino quaresimale della confraternita come mediazione al mistero della croce, per spiritualizzare e catechizzare degnamente i confratelli all’evento Pasquale. La Sacra Rappresentazione si caratterizza nel clima della religiosità popolare in modo sobrio e senza eccessi, evitando la teatralizzazione dell’evento, eliminando la spettacolarizzazione delle scene e ripudiando il protagonismo delle interpretazioni».
Duplice è il proposito della Sacra Rappresentazione: offrire ai sodali della confraternita l’opportunità di meditare nel periodo quaresimale il mistero della morte e crocifissione di Gesù Cristo e, nel contempo, uno spunto di riflessione alla città.
Inoltre, un profondo momento di spiritualità per la comunità confraternite è la pia pratica della meditazione sul Cristo Crocifisso esercitata i martedì di Quaresima per conferire approfondire la meditazione sulla Sacra Rappresentazione.
Queste poche notizie sono solo una descrizione effimera di un evento caratterizzato da aneddoti, coinvolgimenti, storie personali e collettive, fatiche, entusiasmi, commenti, controversie e critiche. Ma la confraternita negli elementi più vitali ha accolto con entusiasmo l’iniziativa sin dall’inizio e con il susseguirsi delle edizioni e il crescendo della partecipazione ha coinvolto molti cittadini.
La Sacra Rappresentazione si articola in una serie di quadri scenici, in cui sono declamati gli episodi della Passione di Gesù.
Nel 1993 si svolsero tre scene: «La Cena», «I processi di Cafia e Pilato» e «Le Testimonianze al Crocifisso». Nella seconda edizione sul precedente canovaccio, a cura di don Sergio Vitulano, fu inserito il quadro de «La Preghiera di Gesù nel Getsemani» e, in questo stesso anno, si organizzò la «Processione del Crocifisso».
Nella VI edizione, per desiderio di don Nicola Mazzolini, fu inclusa la scena del «Rinnegamento di Pietro» (Don Nicola commentò e scrisse la sceneggiatura della scena) e dalla XII edizione, per completare il quadro della preghiera di Gesù all’orto, fu aggiunta la scena «L’arresto di Gesù», scritta e adattata scenograficamente da Sallipacù che nel 2011 e nel 2012 ha sceneggiato rispettivamente «L’entrata in Gerusalemme» e «L’episodio di Erode».
Completato questo primo ciclo, la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo, puntualmente realizzata il Martedì Santo, ha acquisito anche una profonda dimensione cittadina, grazie al contribuito dei sacerdoti che hanno sostenuto questa iniziativa interpretando il ruolo di Gesù (in alcune parti delle sceneggiature hanno offerto la loro consulenza per adeguare il testo al dettato evangelico): don Sergio Vituano, don Peppe de Ruvo, don Nicola Abbattista, don Giovanni Ravanelli, don Cesare Pisani e don Silvio Bruno.
A partire dalla XIII edizione è stato elaborato un nuovo impianto con l’inserimento di altri quadri scenici: «La via crucis di Gesù», «La crocifissione di Gesù», «Gesù incontra la Veronica», «Gesù incontra la Madre», «L’ultima cena», «Gesù condannato», «Gesù agonizza nell’orto degli ulivi».
L’evento attinge anche dalla tradizione quaresimale molfettese, proponendo nelle scene i personaggi del Sabato Santo che animano il quadro de «Le Testimonianze al Crocifisso»: San Pietro, la Veronica, la Maddalena, Maria Salomè, Maria Cleofa e San Giovanni.
Fondamentale è il contributo delle bande musicali molfettesi che esaltano il misticismo dell’evento con l’esecuzione delle marce funebri: la banda “Città di Molfetta” che ha partecipato alle prime quattro edizioni, mentre la “Santa Cecilia” ha accompagnato le altre diciassette edizioni. Le marce epicediche eseguite durante la Sacra Rappresentazione sono «Tramonto Tragico», «U’ Varcheceddàre», «Palmieri», «U’ Conzasìegge», «Una lagrima sulla tomba di mia madre», «Stabat Mater», «Perduta», «Fatalità».
Durante il concerto realizzato nella chiesa di sant’Andrea il Lunedì Santo del 2013, è stata eseguita per la prima volta la marcia funebri «Tandem Pax» (“Alla fine, la pace”), composta dal Maestro prof. Michele Consueto e donata alla Confraternita di sant’Antonio di Molfetta per essere suonata in occasione delle prossime edizioni della Sacra Rappresentazione.
Lo scenario dove è allestita la Sacra Rappresentazione è il Centro antico del Comune di Molfetta. Molte sono le strade che si sono susseguite per ospitare la messinscena: via Amente, largo Chiesa Vecchia, Cala sant’Andrea, via Forno, via san Girolamo, via Piazza, Piazza Municipio.
Tanti anche i personaggi che sono stati rappresentati: Pietro, Anna, Caifa, Gamaliele l’accusatore Pilato, san Pietro, Barabba, Giuda, gli apostoli, i sacerdoti e le pie donne.
La Sacra Rappresentazione è stata dotata di suppellettili molto importanti e ha ricevuto da generosi benefattori donazioni necessarie per il proseguimento della manifestazione: l’apparato strutturale dei palchi, l’arredo scenico, i costumi e il vestiario, la base, il Crocifisso i labari processionali.