La storia della chiesa

 

Tra le prime della città di Molfetta ad essere documentata, la chiesa di sant’Andrea è inizialmente menzionata nel marzo del 1126.

 

La chiesa nel 1165 fu luogo di un atto notarile con il quale Benedetto di Lorenzo, alla presenza del giudice Sikinolfo e di altri due testimoni, vendette al monastero benedettino della S. Trinità di Cava una “terra”, posta in località Summo (oggi Salmo) sul confine con Bisceglie.

 

Nel secolo successivo, ovvero nel 1220, sempre nelle pertinenze di Summo, ma in località S. Primo è menzionata una "mackua sancti Andree".

 

Alla stessa chiesa il 13 febbraio 1256, Tasselgrato di Giovanni Spennato milite lasciò nel suo testamento di cui istituì esecutore il cognato Stefanzio de Marino.

 

Senza notizie per tutto il 300, la chiesa, di diritto vescovile e della mensa episcopale si ritrova come beneficio ecclesiastico verso la metà del’400.

 

Con bolla del 13 novembre del 1544 il Vescovo Giacomo Ponzetti concede a Don Gualterio e Galieno de Iudicibus il patronato della chiesa di Sant’Andrea, al fine di esaudire, il voto testamentario, fatto dal padre Graziano de Judicibus che dimorando nella città di Conversano con la moglie incinta fu colpito da infermità e prossimo a morire fece testamento il 16 Febbraio 1527 di edificare nella città di Molfetta una cappella sotto il titolo della Visitazione per esservi li seppellito.

 

Gli eredi di Don Gualtiero e di Galieno Judicibus, fecero transitare i resti del corpo mortale di Graziano de Judicibus dalla città di Conversano al sepolcro costuito nella chiesa di sant’Andrea, dopo aver anche fatto costuire una cisterna per l’acqua.

 

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