Padova, 8 ottobre 2000. Le firme dei due priori delle Confraternite di Sant’Antonio delle città di Molfetta e Zagarolo, Domenico Panunzio e Alberto di Felice, sigillano l’atto di gemellaggio confraternale nella chiesa di San Giorgio. Le due confraternite patavine si erano conosciute già nel 1998 in occasione del convegno dei responsabili delle confraternite antoniane a Padova, quando era emersa una particolare intesa su alcune questioni confraternali contemporanee, oltre alla contiguità spirituale rafforzatasi anche nel successivo convegno a Zagarolo nel 1999.

 

La comunione spirituale si è poi concretizza nel primo semestre del 2000: dopo la lettera del priore Panunzio nel dicembre 1999, accolta favorevolmente dalla Confraternita di Zagarolo, il primo maggio a Molfetta è stato sottoscritto il protocollo d’intesa, ratificato dopo due mesi a Zagarolo (1 luglio). L’anno successivo le celebrazioni cittadine sono state condivise dalle due confraternite.

 

10 anni di opere caritative

«Opera di misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati e adozioni a distanza» (2002-2004), la prima iniziativa caritativa del gemellaggio, che si è affiancata al sostegno economico alla Casa di Accoglienza «Don Tonino Bello» di Molfetta.


Nel 2004 si sono organizzano le reciproche partecipazioni alle processioni in onore di Sant’Antonio a Zagarolo (2005) e Molfetta (2006). Intanto, è stato anche varato il progetto «Ama il prossimo tuo come te stesso», indirizzato ancora una volta alle adozioni a distanza e all’aiuto economico per le famiglie bisognose. Ad esempio, nel 2008, dopo l’alluvione in Sri Lanka (oltre 70mila bambini orfani), si sono intensificate le adozioni a distanza con «Aiuta un amico».


Nel biennio 2010-2011 si è celebrato il primo decennale del gemellaggio con due intense giornate di spiritualità e formazione.

 

Ancora oggi, dopo 13 anni, è solido il rapporto di solidarietà e fratellanza tra le due confraternite, improntato su sensibilizzazione, mobilitazione e cooperazione: è questo un fervido esempio d’intensa azione caritativa e di beneficienza soprattutto per le nuove generazioni, che molte volte, chiuse nell’egoismo contemporaneo, smerciano a priori le confraternite o le usano come sterile vetrina.

 

 

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