Pubblicato il: 06 febbraio 2025

Archiviato il: 07 marzo 2025

Il Manuale del Confratello Ministrante: un'eredità di servizio e amore per la liturgia

di Marcello la Forgia

 

Ci sono persone che, come una luce discreta, illuminano senza clamore, con gesti silenziosi e profondi. Luigi era una di queste. La sua vita, intrisa di fede e dedizione, è stata un dono per la nostra Confraternita e per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Con il suo spirito mite e operoso, Luigi ha trasformato ogni azione in un atto d’amore verso Dio e verso il prossimo.

 

Tra le sue opere più preziose, spicca il “Manuale del Confratello Ministrante”, una testimonianza viva del suo impegno e della sua passione per il servizio liturgico. Pubblicato nel 2016, grazie alla Tipografia Mezzina, con l’assenso dell’Amministrazione Pignatelli e la supervisione del nostro Assistente spirituale, don Vito Marino, è stata la fusione contenutistica tra quanto Luigi aveva appreso dal compianto don Nicola Azzollini per il servizio liturgico, quanto pubblicato su altri manuali liturgici per i ministranti e, infine, dalla mia personale esperienza parrocchiale. Questo libro non è solo un insieme di istruzioni pratiche: è un racconto che intreccia gesti e significati, un inno al valore del servizio all’altare. Luigi, con il suo occhio attento e il suo cuore ispirato, non si è limitato a descrivere i movimenti e i ruoli dei confratelli ministranti: ha voluto rappresentarli.

 

Le illustrazioni presenti nel manuale sono il frutto del suo talento e della sua osservazione: ogni tratto è stato ispirato dai confratelli che vedeva quotidianamente servire all’altare. Attraverso quei disegni, Luigi ha reso eterno il gesto devoto di chi, con umiltà, si pone al servizio della mensa del Signore. Ogni pagina del manuale, inoltre, è permeata dall’attenzione di Luigi per i dettagli, dalla descrizione degli arredi liturgici ai gesti dei ministranti. Per lui, ogni elemento del servizio liturgico doveva essere curato con precisione, perché ogni particolare contribuiva a rendere gloria a Dio e a trasformare la celebrazione in un momento di autentica comunione spirituale.

 

Ho avuto l’onore di lavorare accanto a Luigi per la redazione e la pubblicazione di questo manuale, che è stato il punto di partenza per il mio successivo ruolo di “Cerimoniere” che, da sempre, è stato strettamente legato proprio alla figura di Luigi. Questa collaborazione “redazionale”, nata dal comune desiderio di offrire alla Confraternita uno strumento utile e significativo, è presto diventata qualcosa di più. Nel corso degli anni, il lavoro condiviso per l’organizzazione delle celebrazioni ha creato tra noi un legame intriso di stima reciproca e di sincero affetto filiale.

 

Luigi era un uomo che sapeva unire competenza e sensibilità: ogni confronto con lui era occasione di arricchimento e crescita. Ricordo con emozione il tempo trascorso insieme, anche al telefono, per discutere di ogni dettaglio, mossi dalla comune passione per la liturgia e dal desiderio di renderla sempre più significativa per i confratelli e per i fedeli. E, quando non era possibile incrociarsi o sentirsi per i miei impegni personali, lavorativi e parrocchiali, Luigi era solito venirmi a trovare la domenica mattina proprio in Parrocchia (San Bernardino), prima di ritirarsi a casa.

 

Oggi, questo manuale - tra i libri che oggi stanziano, nel silenzio, nella nostra biblioteca confraternale e di cui non è stato possibile fare altre ristampe - è molto più di una guida pratica: è una testimonianza viva dell’amore di Luigi per il culto divino e del suo impegno per la Confraternita. È un invito a custodire la memoria di un confratello che ha vissuto il suo ministero con una dedizione straordinaria, trasformando ogni celebrazione in un momento di bellezza e spiritualità. La presenza di Luigi può essere resa ancora viva, tra di noi, con le pagine di quel manuale, nei gesti che lui ha insegnato. La sua attenzione per i dettagli e il suo amore per la liturgia dovrebbero continuare a ispirarci e a guidarci, ricordandoci l’importanza di servire con umiltà e dedizione.

 

Luigi ci ha donato il suo talento, la sua passione, la sua fede. Ci ha insegnato che il servizio liturgico è molto più di un ruolo: è un atto d’amore, un gesto di fede e di educazione per l’assemblea, un segno di speranza, che non deve essere assolutamente sottovalutato o svuotato del suo reale significato. La sua memoria, custodita nei ricordi e nelle pagine di quel manuale, è un tesoro prezioso che dobbiamo custodire sempre nel cuore.