Un anno con don Tonino
L’anno pastorale è appena iniziato e la nostra Diocesi, oltre ad avere gli occhi puntati sul Sinodo dei giovani che si terrà nel mese di ottobre 2018, mette in risalto la ricorrenza del 25° anniversario della morte del Servo di Dio don Tonino Bello. Per questo importante evento fervono i preparativi per ricordare, attraverso attività mirate, la testimonianza di don Tonino nel suo magistero episcopale nella diocesi.
Per questo, sul settimanale diocesano Luce e Vita, sono state pubblicatele le prospettive generali e le proposte da mettere in cantiere per celebrare degnamente l’evento. Il settimanale, inoltre, incoraggia altre iniziative autonome di altre organizzazioni. Anche noi in quest’anno celebrativo, mensilmente, vogliamo offrire sul foglio informativo “Si quaeris” un piccolo contributo di memoria viva della presenza di don Tonino nella nostra comunità confraternale.
Durante il suo episcopato, la Confraternita è stata molte volte visitata e non sono mancati i momenti d’incontri, partecipazioni, avvenimenti, celebrazioni di liturgie e documenti attraverso i quali don Tonino ci ha lasciato segni indelebili con lo stile del pastore che guida le sue pecore sulla via di Cristo.
La nostra cronaca ci racconta che la prima presenza del Vescovo nella Confraternita è avvenuta per la festa di sant’Antonio del 1984, invitato dal Priore Michele Scardigno: oltre a celebrare la liturgia solenne in onore di sant’Antonio, benedisse la teca della reliquia del Santo donata dai Confratelli Saverio Bufi e Michele Cataldo, ovvero la reliquia che veneriamo nel giorno della Festa della Lingua. Tale reliquia fu richiesta dal confratello Salvatore de Candia nel 1983 e consiste in un frammento della cute di sant’Antonio rivenuta nella ricognizione fatta a Padova del corpo del Santo del 1981.
La prima benedizione di don Tonino alla Confraternita giunse sotto lo sguardo di sant’Antonio e nella festa che celebrava per la prima volta con noi ci colpì per la sua parola efficace. Ripropose, il vangelo di Gesù con parole buone lasciandoci un messaggio profondo: «scorgere Gesù di Nazareth davanti a sant’Antonio!». Ci ha affascinato già da quel primo incontro perché parlava di Gesù coni suoi gesti, il suo sorriso, la sua comunicazione in cui specificava i giusti insegnamenti e da cui doveva attingere la nostra Confraternita, dalla pietà popolare, in un modo tutto nuovo di interpretarla e viverla. E il suo messaggio era chiaro: ripartire da Cristo per un rigoroso impegno di purificazione della nostra identità di cristiani credibili, di confratelli, consorelle e devoti del Santo con lo sguardo rivolto a Gesù.
Seguire Gesù davanti a sant’Antonio per don Tonino è non soltanto in un periodo dell’anno, in occasione della ricorrenza della Tredicina e della festa, ma incamminarsi con la processione della vita, metafora del cammino per raggiungere il Paradiso, in compagnia di Antonio di Padova, avendo lo sguardo puntuto alle spalle di Gesù.
Certamente per noi don Tonino è stato il precursore del rinnovamento spirituale e organizzativo del sodalizio. Ci ha indicato la strada e il ruolo che la confraternita deve vivere nella chiesa e nella società. La presenza di don Tonino segnò lo spartiacque tra un modo obsoleto di vivere la Confraternita e una nuova forma di partecipazione ispirata al vangelo di Gesù. Di questo dà testimonianza un vecchio Confratello grato alla Confraternita perché da quel giorno con sant’Antonio ha fatto suo il vangelo di Gesù incontrando don Tonino Bello, vescovo.
Nicola Giovine